il Manifesto (Dichiarazione di Principio) in merito al movimento dei giovani e alla sua pratica.

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L’Editrice Calzetti&Mariucci, nel numero 20/2017  della rivista Strength & Conditioning – Per una scienza del movimento dell’uomo, ha pubblicato (alla pag. 70) 

il Manifesto (Dichiarazione di Principio) in merito al movimento dei giovani e alla sua pratica.

Il Manifesto reca la firma di 5 autori/estensori: Pasquale Bellotti; Marco Basilio; Alfredo Bellotti; Giovanni Di Maio; Giulio Rattazzi; ed una data: gennaio-febbraio 2017

Successivamente, Il 3 Giugno 2017, a Salerno, si è svolto un importante Seminario di Studi dal titolo

MA NON SARA’ IL CASO DI OCCUPARSI SERIAMENTE DEI GIOVANI?

Primo Seminario di Studi con poche parole di relatori e molta discussione di esperti

durante il quale Pasquale Bellotti ha potuto leggere pubblicamente la

Dichiarazione di principio formulata, anzi articolata, in sette punti.

Oggi riporto per voi lettori di DeMotu tutta la Dichiarazione e poche righe della Relazione di Bellotti antecedenti la presentazione del Manifesto

Buona lettura! Giulio Rattazzi

“Chi potrebbe disconoscere l’importanza di una visione della vita che ha al centro i giovani? Ed anche chi volesse strumentalizzare l’assunto a propri fini non è consapevole che sta provando a strumentalizzare ciò che è vero?: noi siamo i nostri giovani; tutta la nostra storia parla di giovani che crescendo hanno portato avanti la Storia, hanno fatto evolvere la Civiltà, hanno messo in luce le storture della vita: siamo ben consapevoli di come stride e come ci offende un’offesa fatta un bambino, come ci fanno male i bambini che hanno fame e che soffrono o che muoiono nei mille modi in cui oggi, in un mondo pazzo e violento, si può morire. Il bambino colpito ci colpisce perché il bambino è la sola ricchezza del mondo, tutto il nostro presente e tutto il futuro. Allora, se questo condividiamo, possiamo condividere una visione della vita incentrata sul bambino, che ha al suo interno ed al suo centro il bambino e tutt’intorno tutto il resto.”

Presento, perciò, a questo punto, il nostro Manifesto (Dichiarazione di Principio) nei punti che lo costituiscono”

Prefazione di Pasquale Bellotti tratta dalla sua Relazione introduttiva del Seminario di Studi svoltosi a Salerno il 3 Giugno 2017

 

Dichiarazione di principio in sette punti, in merito al movimento dei giovani e alla sua pratica o – se si preferisce – [Piccolo] Manifesto da condividere sulla pratica del movimento nei giovani

  •  1) Per la individuazione, la comprensione e l’eventuale adesione ai valori veramente significativi per l’uomo nella vita odierna,minacciata e complicata da ogni sorta di fraintendimenti e di ignoranze, di egoismi e di indifferenze, è di fondamentale importanza, volta per volta e caso per caso, la definizione chiara del problema e la conseguente scelta di campo, per “fare chiarezza” e tentare sia di “operare al meglio” (anche se in condizioni oltremodo difficili) sia di “fare proseliti” (la chiarezza spesso lo ottiene, magari a prezzo di una grande fatica e di risultati quantitativamente e qualitativamente incerti: “pochi ti capiscono e pochissimi ti seguono”)

 

  • 2)Per affrontare correttamente l’argomento “movimento delle fasce giovanili di età”, occorre possedere e, pertanto, partire da una visione globale della vita e dell’uomo, che riconosca nella ricerca della felicità l’obiettivo prevalente dell’esistere e che tenga sempre in considerazione, come principio guida, il rispetto per la vita stessa.

 

 

 

  • 3) Tale rispetto è anche conseguenza del preliminare sguardo interiore,con il quale si interroga se stessi e ci si chiede il motivo reale per il quale si è scelto di occuparsi di due fenomeni (movimento e giovani) così importanti e vitali e così strettamente collegati ed integrati, ai fini della possibile felicità delle persone, fin dalla tenera età e dalla giovinezza in particolare.

 

 

 

  • 4) Da una parte, la felicità deve essere identificata sia come una aspirazione della persona sia anche come un compito imprescindibile di ciascuno relativamente a se stesso (cercare la propria felicità, per il rispetto che si deve portare a se stessi: desidero essere felice e mi impegno per questo nella mia vita) e relativamente agli altri (cercare la felicità degli altri, per il rispetto che nella professione e nei rapporti di ogni genere si deve portare agli altri: desidero che gli altri siano felici e mi impegno al limite delle mie capacità per questo, specie per le persone che si affidano a me per stare bene o meglio).

 

  • 5) Dall’altra parte, la felicità (che, assai fraintendendo, potrebbe essere confusa con la ricchezza e con il potere) deve essere identificata con il pieno benessere della persona, alla quale concorre grandemente anche la pratica del movimento in tutte le sue forme e manifestazioni: benessere fisico (il movimento è in grado di supportare il raggiungimento ed il mantenimento dello stare bene fisicamente) e benessere psichico (il movimento garantisce l’espressione di due imprescindibili necessità della persona: quella del gioco e quella della competizione gioiosa con se stessi e con gli altri, mentre consente altresì di apprendere abilità fondamentali che garantiscono anche esse una vita migliore).

 

 

  • 6) Benessere fisico e benessere psichico sono le due facce di una stessa medaglia e si può dire che si integrino perfettamente, rappresentando l’uno il presupposto dell’altro. Costituendo l’uno la causa dell’altro. Rappresentando l’uno causa ma anche effetto dell’altro.

 

  • 7) Niente altro serve a delineare e a delimitare il discorso. Ogni aggiunta, che non sia una ulteriore precisazione di questi aspetti, non può che significare una strumentalizzazione o una trasformazione del pensiero autentico che sottende il ragionamento sulla pratica del movimento in generale e, soprattutto, quando esso viene riferito ai giovanissimi e ai giovani complessivamente considerati.

 

©Pasquale Bellotti/Marco Basilio/Alfredo Bellotti/Giovanni Di Maio/Giulio Rattazzi/gennaio-febbraio 2017

 

 

Posted by giulio.rattazzi